I giganti di pietra

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Le voci dei giganti si libravano nell’aria ad un’altezza che mai nessuno di noi aveva mai osato sognare. Correvano giù per la collina, fievoli, al ritmo della sinfonia № 7 di Dimitri Shostakovich. Fino al centro di Varna ripercorrono storie e momenti che alcuni non hanno mai dimenticato.

Posizione

Il monumento alla pace bulgaro-sovietica si trova sopra la collina di Turna, a circa un’ora a piedi dal centro. Nel chiedere indicazioni non avrete problemi visto che il monumento è conosciuto da chiunque in città.

Davanti a voi troverete non qualcosa di abbandonato, ma qualcosa di vivo. L’area che circonda il monumento è piena di turisti che per  curiosità sono venuti a fare delle foto. Spesso troverete anche chi fa jogging su e giù per le scalinate.

L’entrata è proprio dietro il monumento , passando attraverso le sbarre di un cancello. Spesso hanno cercato di chiudere le varie entrate (sì, ce n’era più di una) con mattoni, muri di calcestruzzo, inferriate ma tutto inutilmente. Qualcuno è sempre riuscito a fare breccia e creare nuovi ingressi. Anche qui dentro, come al di fuori, avrete il piacere di fare conoscenza con molta gente. Nell’ora di tempo in cui sono rimasto dentro ho fatto la conoscenza con un gruppetto di giovani bulgari che si fumavano la canna, un gruppo urbex dal Belgio, un anziano signore, una coppia di polacchi e un altro numeroso gruppo che però alla vista mia e dei ragazzi bulgari sono scappati.

 

Storia

L’idea di costruire il monumento ebbe inizio nel 1958, per commemorare il sostegno fornito alla Bulgaria dalla Russia durante la guerra russo-turca del 1828-29. Durante quel conflitto, l’Assedio di Varna era durato due mesi. Dopo l’approdo sulla costa nord della città, le forze russe hanno stabilito il proprio campo su una collina vicina chiamata Turna Tepe, mentre combattevano le forze ottomane che  assediavano la città. Il monumento doveva essere costruito nello stesso punto in cui le forze russe erano state sistemate, divenne poi un cimitero per tutti coloro che caddero in battaglia.

I progettisti del monumento a Varna furono un architetto e due scultori. La sua costruzione è iniziata alla fine del 1974 e 27.000 operai volontari hanno lavorato per quattro anni di continuo per creare la struttura e la piattaforma di 400 metri quadrati su cui ora si erge l’opera architettonica. Più di 10.000 tonnellate di calcestruzzo e 1.000 tonnellate di ferro armato sono state utilizzate. Il monumento ricorda un uccello di pace che guarda oltre la collina, attraverso il mare, per giungere fino in Russia. Ecco perché la base è così stretta, mentre le “ali” sono più larghe. Davanti alla struttura era stato innalzato un grosso cubo di bronzo, che avrebbe dovuto bruciare in eterno con una fiamma alimentata da alcuni tubi a diesel. Sopra la scultura in bronzo erano incise in grande delle lettere in bronzo. La porta principale da sola pesava tre tonnellate. Sotto le scale principali che portano al monumento esisteva una biblioteca e una libreria. Un totale di 180 proiettori erano posizionati per illuminare il monumento di notte, in modo da essere visibile da molto lontano dalle navi che salpavano nel Mar Nero. Nel frattempo, un sistema di megafoni installato nel parco accoglieva i visitatori con la sinfonia № 7 dal compositore russo Dimitri Shostakovich. Il monumento è caduto in disuso dopo i cambiamenti politici del 1989.

 

Davanti ci sono sette statue (ognuna alta 11 metri con un peso di circa 25 tonnellate): quattro soldati russi (parte destra) che  salvano tre donne bulgare (parte sinistra). Le donne stringono nelle mani dei regali: del pane e del sale, così come il fiore nazionale della Bulgaria, la rosa. Le lettere metalliche sulla facciata, ormai pesantemente decadute e parzialmente mancanti, una volta potevano essere lette così: “Amicizia per secoli attraverso i secoli.” La “scala delle vittorie” ha una larghezza di 15 metri con un totale di 305 scalini. Nel parco circostante più di 20.000 alberi decorativi sono stati piantati per rappresentare i soldati sovietici caduti. Il tema principale del monumento stesso è l’accoglienza dei soldati russi, venuti a liberare la Bulgaria dell’assedio dei turchi.

Descrizione

Alto 23 metri e largo 48, al suo interno vi sono nascoste innumerevoli stanze e cunicoli sotterranei, originariamente adibiti a musei e memoriali. Lo sala con la stella “incastonata” in fondo nella parete conteneva un museo dedicato alla guerra russo-turca. All’interno dell’ala sinistra, la stanza con i posti a sedere e i gradini, serviva come piccola sala riunioni. Una targa monumentale, posizionata sopra la scala d’ingresso (ora quasi illeggibile), presentava una citazione di Georgi Dimitrov, primo leader comunista della Bulgaria: “L’amicizia con l’Unione Sovietica è essenziale come lo è il sole, l’aria e l’acqua per la creatura vivente”.

Un grande rifugio antiaereo è stato costruito all’interno della collina. Si dice che Varna abbia una grandissima e complessa rete di tunnel che passano sotto la città, collegando i vari punti chiave. Lo si può notare facilmente camminando lungo la spiaggia, tenendo alla propria sinistra il parco. Noterete ogni tanto le entrate a queste gallerie, larghe abbastanza da farci passare una macchina. Ci si può intrufolare nei tunnel che scendono nel bunker attraverso un minuscolo buco nel pavimento, accovacciandosi per svariati chilometri, passando attraverso polvere e sporcizie varie. Purtroppo ora le porte alla fine del cunicolo sono state saldate e sigillate, impedendo di continuare ulteriormente nell’esplorazione.

Con voi dovrete assolutamente portare una pila in quanto all’interno del monumento il sole non penetra. Dovrete inoltre prestare molta attenzione nel salire gli scalini e dove mettete i vostri piedi anche quando sarete nelle varie stanze. L’aria che si respira è satura di odori maleodoranti. Atti vandalici sono presenti ovunque. La spazzatura è dappertutto e non esiste muro che non sia stato graffitato. Spesso giovani, tossici e coppiette in cerca di qualche avventura vengono a visitare questo posto durante la notte. Lo scopo di chiunque entri dentro questo ammasso di calcestruzzo è arrivare in cima e osservare le statue a tu per tu, parlarci e alle volte farsi scappare qualche selfie. Ci sono diverse vie e rampe di scale con le quali si può raggiungere più o meno velocemente la sommità. Arrivati in alto potrete godere di una veduta a 360 gradi di Varna. Ad ovest invece il mar Nero, allungando lo sguardo e il pensiero potrete raggiungere la madre Russia.

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