Un viaggio nello spazio

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“Siamo pronti alla partenza signor presidente, accendiamo i propulsori?” chiedono gli operatori al presidente. “Accendete” risponde con freddezza Todor Zivkov. Conto alla rovescia: 10, 9, 8, 7…..2, 1….partenza! E fu così che la navicella spaziale Buzludzha spiccò il volo per lo spazio più profondo.

Posizione

Il monumento di Buzludhza (in bulgaro: Бузлуджа, in turco: Buzluca – letteralmente “glaciale/gelido”) è situato su una storica cima dei Monti Balcani in Bulgaria, a 1441 metri d’altezza. Per arrivare bisogna passare lungo due strade di montagna, non asfaltate e in mezzo al bosco. Una parte da Kanzalak (a sud della montagna) con una lunghezza totale di 16 km, l’altra da Gaborovo (a nord della montagna) attraverso una strada lunga 12 km. Arrivati ai piedi della montagna sarete accolti da una scultura rappresentante due mani che impugnano delle torce. Da quel momento dovrete farvi una bella salita di 15 minuti (a piedi soltanto, non esiste infatti lo spazio per le macchine).
Entrare non è né facile né difficile. In molti hanno rinunciato all’esplorazione semplicemente perché tutte le entrate principali sono state murate e ogni accesso bloccato. In realtà a lato della struttura esiste un passaggio sotterraneo, facilmente visibile. Basterà semplicemente calarsi giù con una corda (se non ne avete una non preoccupatevi, qualche esploratore altruista ha deciso di lasciare una cinghia di plastica e legarla a dei massi). Una volta dentro bisognerà semplicemente risalire tutto il monumento dalle fondamenta all’anfiteatro, tra rovine e spazzatura, fino alla hall principale.

Storia

La costruzione del monumento iniziò il 23 gennaio 1974 sotto l’architetto Georgi Stoilov, ex sindaco di Sofia e cofondatore dell’Unione degli architetti della Bulgaria.  Il TNT è stato utilizzato per livellare la cima della montagna in una fondazione stabile, riducendo l’altezza della montagna da 1.441 metri a 1.432 metri. Più di 15.000 metri cubi di roccia sono stati distrutti nel processo.  Il monumento è stato costruito con un costo di 14.186.000 leva, che secondo le tariffe odierne equivale approssimativamente a 35 milioni di dollari. Il monumento di Buzludzha, inaugurato il 23 agosto 1981, fu costruito sulla cima dal regime comunista bulgaro per commemorare gli eventi del 1891, quando i socialisti guidati da Dimitar Blagoev si radunarono segretamente in quest’area per formare un movimento socialista organizzato, che diede vita al Partito socialdemocratico Bulgaro (predecessore del Partito Comunista Bulgaro). Per non parlare degli eventi del 1868 a Buzludzha ha avuto luogo la battaglia fra i ribelli bulgari guidati da Hadji Dimitar e Stefan Karadzha contro l’Impero Ottomano.

Alla cerimonia di apertura, il leader comunista bulgaro Todor Zhivkov ha annunciato:

“Sono onorato di essere nella posizione storica di aprire questa Casa-Monumento [del Partito Comunista Bulgaro], costruita in onore dei successi di Dimitar Blagoev e dei suoi associati che, 90 anni fa, gettò le basi del rivoluzionario partito marxista in Bulgaria. Lasciate che i sentieri che conducono qui – alla leggendaria vetta di Buzludzha, qui nella Stara Planina dove i primi marxisti sono venuti per continuare il lavoro di amore sacro e puro, iniziato dagli scrittori e filosofi socialisti bulgari – non cadano mai in rovina.

“Lascia che generazioni su generazioni di socialisti e comunisti Bulgari arrivino qui, per inchinarsi davanti alle imprese e alle azioni di coloro che sono venuti prima, quelli che vivevano su questa terra e davano tutto ciò che avevano alla loro nazione. Lascia che provino quello spirito che nobilita, e mentre ci immedesimiamo con le idee e i sogni dei nostri antenati, facciamoci oggi pervadere da quella stessa eccitazione! Gloria a Blagoev e ai suoi seguaci; quei primi discepoli del socialismo bulgaro, che hanno seminato i semi immortali dell’attuale Partito Comunista Bulgaro nell’anima pubblica! ”

Oggi Buzludzha non è più curato dal governo bulgaro, è caduto così in disuso diventando meta e ritrovo per vandali e writers.

Descrizione

Il monumento si erge imponente sulla vetta della montagna, dominando incontrastato su tutta la valle. In questo momento realizzo che tutte le foto che ho visto, che ritraevano Budludzha da ogni angolazione, non avrebbero mai potuto reggere il paragone dal vivo.

Salire con lo zaino da 75 litri e la gamba ancora infortunata dall’incidente avvenuto a Chernobyl, rende l’impresa ancora più ardua. Tuttavia camminare piano piano ha anche i suoi vantaggi, in quanto posso godermi appieno il panorama dal monte Buzludzha.  “Certamente si sente la differenza di temperatura rispetto a quando ero a Etara” penso tra me e me.

Arrivo nel piazzale davanti al monumento alle 15, senza ancora avere alcuna idea di come entrare. C’è molta gente che fa foto, che gira attorno al monumento, che lo osserva e lo esamina. Chiedo a una coppia di bulgari di scattarmi una foto, oltre a delle informazioni sul come introfularsi dentro e, in questo caso, se possono fornirmi un passaggio in macchina per ritornare a valle. Loro mi danno 15 minuti in quanto stavano proprio in quel momento lasciando il posto. Io mi affretto a trovare un’entrata, in quanto la coppia non ha saputo fornire alcuna informazione al riguardo. Costeggiando la struttura mi ritrovo in un punto dove vedo questo buco nel cemento, con a lato un laccio di plastica. Faccio luce con la pila e subito capisco che questa è l’entrata che cercavo. Lascio lo zaino vicino al buco e con cautela mi calo giù.

Eccomi immerso nel buio, sopraffatto da mille odori. Comincio la mia scalata attraverso corridoi bui, scalinate crollate, pavimenti che sembrano scolapasta e finalmente arrivo sotto la hall, da dove posso vedere il cancello di entrata, sigillato e ben impacchettato. Una rampa di scale mi conduce alla sala principale. Le emozioni che si provano a vederla dal vivo sono indescrivibili: un’area pensata per accogliere i comizi dei grandi leader comunisti e che ancora oggi, durante i raduni del partito socialista bulgaro, accoglie facilmente tra le 30mila e le 40mila persone. I mosaici (costruiti con 35 tonnellate di cobalto) che ricoprono circa 510 metri quadrati di spazio, sono decorati per commemorare la storia del Partito Comunista Bulgaro. Per quanto riguarda l’anello esterno del monumento, i mosaici sono stati costruiti con pietre naturali raccolte dai vari fiumi di tutta la Bulgaria. Purtroppo la maggior parte di questi sono per lo più scomparsi a causa degli eventi atmosferici e degli atti vandalici. Il mosaico finale lo si vede nel soffitto: falce e martello, circondato da una citazione del Manifesto dei comunisti che afferma: “Proletari di tutti i paesi, unitevi!”
Non avendo molto tempo e non volendo lasciare incustodito per troppo tempo il mio zaino, mi lancio subito nei miei scatti fotografici. Ne faccio solamente una decina, non riuscendo nemmeno ad avvicinarmi a questi bellissimi mosaici. Tanta fretta per niente, vengo infatti abbandonato dalla coppia di bulgari già partita con la sua auto.

NELLA MAPPA:

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