Deposito di gasolio e benzina “Braghetta”

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Com’è la benzina? – Orribile, non le consiglio di berla!

Posizione

Il deposito Esso si trova lungo il tragitto che porta da Battaglia Terme a Padova. Dalla strada non si nota l’impianto, seminascosto da una siepe ormai cresciuta a dismisura. Per entrare prima bisogna scavalcare una specie di rete (o passare in mezzo tra i rovi), e successivamente aprire un cancello tenuto chiuso solamente da un laccio di plastica.

Storia

Una decina di anni fa era attivo un punto di distribuzione carburanti. Rovistando all’interno di alcuni documenti e floppy disk abbiamo trovato corrispondenze con ENI, gli stipendi, gli affitti, le ferie oltre che un’enorme quantità di porno.  Ad aggiungersi a tutto ciò anche alcuni documenti relativi a un cantiere a Scorzè. Nel 2004 hanno demolito dei cantieri di distribuzione, uno a Scorzè in via Venezia, uno a Mestrino (PD) Loc. Arlesega Via Mestrina n.10, e uno a Trebaseleghe (PD) Via Sant’Ambrogio. Inoltre esiste un fondo per lo smaltimento degli impianti e la relativa bonifica.

Descrizione

L’archivio si trova appena entrati sulla sinistra. Ci addentriamo dal seminterrato, dove un piccolo e buio stanzino ci aspetta. Il suolo è tutto ricoperto da un sottile strato acquoso (ciò che rimane dell’acquazzone della sera prima). Archivi, documenti, fascicoli riempiono gli scaffali e i tavolini del seminterrato. Al primo piano troviamo una specie di “mercatino dell’usato dell’elettronica”: computer, floppy disk, cd- rom, stampanti, macchine da scrivere. Il meglio è già stato saccheggiato e ciò che rimane è in condizioni pessime. Difatti molti dei computer sono stati aperti ed è stata rubata loro la bobina di rame. In quello che sembra essere l’ufficio si trovano altri documenti, libri di contabilità e di economia, elenchi telefonici, vecchie locandine pubblicitarie della Esso, degli stampi e perfino campioni di terra. Al primo piano si ripete quello che abbiamo visto al piano terra.

Così ci dirigiamo verso i capannoni, uscendo da un’altra porta e facendoci strada attraverso due alberi di giuggiole. Dove ora ci sono solo che stanze vuote, dovevano esserci i distributori di benzina. Procediamo avanti, decidendo di fare un giro di esplorazione dall’esterno e passando dinanzi a dei grossi silos e a dell’insegne della compagnia petrolifera. ESSO, noi, voi, essi..questa è la battuta che continuiamo a ripetere tra di noi. Dentro un enorme capannone troviamo un piccione impiccato, e sotto di esso un cestino giallo della spazzatura. Al primo piano, passando attraverso delle grandi porte in acciaio scorrevoli, veniamo condotti nello stanzone principale. Nel lato sinistro troviamo delle scale a pioli che ci portano fin sopra il tetto, dove installato c’è ancora il motore che dava energia all’ascensore e la faceva muovere. Il buio piano piano ci avvolge, e lentamente anche noi ci spostiamo per avvicinarci all’entrata. Con la lampada da testa ci scrutiamo, osserviamo i muri che ci circondano e le insegne che riflettono la luce. Luce che oramai non rivedrà più questo stabilimento.

 

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