Due Pesci Fuor D’Acqua

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Arrivati a Bangkok, siamo come due pesci fuor d’acqua. L’umidità, il caldo, gli odori, i colori, i rumori: tutto era diverso da quello che avevamo visto nei nostri precedenti viaggi.

 

Posizione 

Nel bel mezzo di Bangkok, capitale della Thailandia, ci troviamo davanti a questo immenso ammasso di cemento. Da fuori è difficile da notare in quanto circondato da molti altri edifici.

Arrivati all’incrocio tra Phra Sumen Road e Chakrabongse Road, noterete un enorme “saracinesca” con dipinti sopra alcuni graffiti. A questo punto mi dispiace deludervi ma questa non è l’entrata. Dovrete fare il giro del centro commerciale passando per Kraisi Road e fermarvi poco prima del parcheggio pubblico Bma. Prendete la stradina a lato del parcheggio e seguitela finché non vi porterà dietro all’edificio abbandonato. A questo punto dovrete arrampicarvi sopra il muro (potrete usare benissimo l’albero che usuifrirà da scala naturale) e poi piano piano, quando sarete arrivati nel pianerottolo, lasciarvi cadere dentro l’edificio.

Storia

Il centro commerciale nacque nel 1982 per chiudere appena 15 anni dopo.

Si scoprì che il proprietario costruì un edificio di 11 piani solo quando aveva il permesso di arrivare fino al quarto. Questo scatenò l’ira di alcuni abitanti della zona i quali vedevano il centro commerciale come un insulto al grande palazzo reale (bellissimo palazzo che fino al 1782 ospitò i vari re di Thailandia), alcuni piani più basso del primo.

Appena due anni dopo successe che un incendio lasciò l’edificio senza tetto. Durante la stagione delle piogge fu sommerso dall’acqua e questo creó un perfetto habitat per le zanzare che si moltiplicarono a dismisura.

Ma a un certo punto un’idea geniale venne a un abitante della zona che introdusse alcune specie di pesce gatto, tilapia e di carpa Koi.

I pesci eliminarono il problema delle zanzare e, avendo da mangiare in abbondanza, anch’essi si moltiplicarono e diventarono i veri proprietari del luogo.

Non molti anni fa c’erano migliaia di pesci. Ora solo alcuni sono sopravvissuti

Da quel momento il centro commerciale si trasformò in un attrazione turistica e i pesci ne furono le star. Ogni giorno vari abitanti del luogo e turisti arrivano dentro l’edificio per nutrire i pesci.

Tutto durò fino al momento che il governo non decise di mettere la parola fine a questa storia. Il dipartimento della Thailandia per la pesca catturò tutti i pesci della zona per dare a loro una nuova casa portandoli in altri bacini d’acqua del paese.

Descrizione 

Un surreale e auto – sufficiente ecosistema che portò questi pesci a dominare e diventare i nuovi diretti proprietari del centro commerciale.

Stalker arriva poco prima del tramonto, con ancora poche decine di minuti di luce. Ci affrettiamo e saliamo in velocità sopra l’albero per poi scendere nelle profondità buie e umide del centro commerciale.

Il piano terra è quasi interamente allagato e ricoperto dall’acqua. È strano pensare ma dentro questo scenario da film ci vivono pure gli esseri umani. Hanno cucine, letti e usano questa piscina artificiale come lattrina o per lasciar giù la propria spazzatura.

Al primo piano ci confrontiamo con noi stessi e con le nostre immagini riflesse. Vetri ovunque che lasciano spazio a muschi e altri specie erboree che crescono rigogliose. I muri sudano, e goccioline d’acqua cadono lentamente trascinandosi fino ai nostri piedi per poi riversarsi nella pozza d’acqua.

Passiamo per alcune piccole stanze buie, ascoltando l’ eco di pipistrelli che hanno trovato rifugio in questo posto abbandonato dagli umani.

Le scale (im)mobili sono l’emblema del decadimento e del passare del tempo. Non volendo rischiare prendiamo le scale laterali per arrivare fino al tetto, da dove possiamo godere di una vista mozzafiato dall’alto. Sotto di noi le strade trafficate di una delle più grandi metropoli al mondo, mentre noi osserviamo in silenzio, racchiusi in questa piccola capsula spazio – temporale.

Sulla mappa

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