Un Biglietto per Bangkok, Grazie

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A poche centinaia di chilometri dalla capitale della Tailandia, sotto il sole cocente di mezzogiorno, l’acciao si dilata e le nostre teste si rimpiccioliscono come piccole tsantsa.

Posizione

I vagoni abbandonati si trovano non molto lontani dalla stazione principale di Nakhon Ratchasima.

Entrare non è affatto difficile in quanto tutto è aperto e si affaccia sulla strada principale.

Storia

Quello che siamo riusciti a raccogliere sono stati solo poche informazioni. Una proprietaria del ristorante vicino ci ha raccontato che questi vagoni treno sono stati portati fuori dalla stazione principale (in quarentena) per essere riparati ed essere nuovamente pronti all’uso.

Tutto ciò 7 anni fa, nel 2011. Da quel momento il governo locale, non avendo gli adeguati fondi, non ha più mosso un dito e la situazione è rimasta la stessa per anni.

Descrizione

Dopo aver finito la nostra colazione/pranzo (in Thailandia non si fa distinzione tra colazione, pranzo e cena) ed aver riempito le nostre pance con riso e pollo e con una zuppa bella piccante, riprendiamo il nostro cammino verso il nord della Thailandia.

Appena dopo pochi passi, ci troviamo davanti una stazione dei treni, ma non quella che cercavamo, bensi qualcosa di inaspettato. I vagoni giacciono immobili, arrugginiti e con la vegetazione che cresce rigogliosa in ogni angolo dei binari.

-Ah, un altro posto abbandonato! esclamiamo ridendo.

Alcuni dei vagoni sono adibiti al trasporto passeggeri, altri al trasporto di merci o animali.

Non essendo rimasto quasi niente all’interno di quest’ultimi (se non sciami di zanzare e mosche), optiamo per entrare casualmente in uno dei vagoni passaggeri. I sedili sono stati staccati e si trovano in mezzo al corridoio, sopra qualche centimetro di polvere e sporcizia.

Anche le porte sono state distrutte e giacciono davanti alla entrata principale del vagone. Vicino a un finestrino troviamo un uccello che cerca di uscire, lo aiutiamo abbassando del tutto il finestrino in modo che possa volare libero.

Negli altri vagoni la situazione si ripete quasi in egual modo, se non fosse che ad un tratto troviamo un cucciolo sperduto che incomincia a seguirci. Per tutta la durata dell’esplorazione (una trentina di minuti) ci fa divertire saltandoci contro e mordendo le nostre scarpe.

A lato di un’altra entrata troviamo suscritto il divieto: “forbidden to jump or climb on the roof of the train”, cosa che non ci ferma, anzi ci stimola a curiosare.

Immaginiamo come avrebbe potuto essere dal vivo, mentre il treno era in movimento e i bambini appena finita scuola si divertivano a sfidarsi in qualche acrobazia.

Il tempo dell’immaginazione è finito, ora dobbiamo prendere il treno per proseguire verso il nord del paese.

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