Sorgo-Natali

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Dubrovnik, penultima meta prima del mio ritorno a casa. Mai è stato così arduo raggiungere un posto, mai così faticoso. Ma per fortuna mia, proprio un attimo prima che mi lanciassi alla ricerca di un posto dove potessi collocarmi con la tenda, questa magnifica dimora abbandonata appare come d’incanto davanti ai miei occhi.

Posizione

La dimora abbandonata si trova a Dubrovnik (Ragusa per gli italiani), città meridionale della Croazia. Sorgo-Natali si posiziona esattamente di fronte alla stazione degli autobus, dal lato opposto della strada. Le entrate sono state tutte sigillate, sia nel retro che nel davanti. Se si è abbastanza snelli (come il sottoscritto) allora potreste avere qualche possibilità d’intrufolarvi tra le sbarre di una finestra nel retro della casa.

*Ricordate, prima passa la testa e poi il busto!:D

Storia

La villa venne realizzata alla fine del 16 ° secolo, quindi nel periodo della prima repubblica. In quegli anni Sorgo-Natali (Sorkočević-Natalić) veniva utilizzata come casa di campagna da alcuni nobili durante il periodo estivo.

Negli anni successivi ha subito diversi riutilizzi, diventando sede dell’esercito italiano per poi finire ad essere dimora per una scuola guida. L’interno ha subito diversi cambiamenti durante il XIX e il XX secolo, rispettando però sempre un’organizzazione comune e simmetrica con saloni, sale e spazi laterali.

La residenza estiva Sorkočević-Natalić, proprio per il suo “uscire dagli schemi tradizionali”, viene considerata una delle realizzazione architettoniche più emblematiche e importanti di tutta Dubrovnik. Sappiamo che l’ultimo vivente Natali era Peter Jerome Natali (1839-1922). Quest’uomo era un giudice di Travnik, consigliere della Corte d’appello di Sarajevo e membro del Partito Nazionale nel parlamento della Dalmazia 1885-1889.

Tutt’ora rimane abbandonata causa problemi burocratici. Facendo parte del patrimonio culturale della città di Ragusa, restaurarlo richiede diverse procedure che richiedono tempo e molta pazienza.

Leggenda

La leggenda racconta che all’interno della dimora ci fosse un’ abisso, un buco profondo al di sotto del piano terra, noto solo al padrone di casa, ricco nobile ragusano e insolitamente crudele. È successo così che un giorno tragico, in un impeto di rabbia, quest’uomo abbia ucciso sua figlia. Per evitare di andare incontro alle leggi molto severe della Repubblica e a una punizione altrettanto meritevole per tale reato, gettò il corpo della figlia morta in questo abisso, pensando di essersi sbarazzato delle prove del suo atto atroce.

Tuttavia, lo spirito irrequieto della ragazza non poteva essere messo a tacere. Dopo la sua scomparsa, “strane” cose hanno iniziato a verificarsi all’interno di quelle mura. A volte strane luci che brillavano attraverso le finestre nell’attico vdnivano viste nella notte e la figura femminile della figlia iniziò ad apparire, mentre sembrava guardare attraverso il vetro.

Per molto tempo, le persone si sono astenute dal passare per il maniero. Oggi questa storia è stata coperta da pesanti strati di polvere e la gente del posto ha dimenticato tutto.

Descrizione

Arrivato non da molto in Croazia, già ero stufo. Ho deciso di mettere una X su questo paese, in quanto sia le persone, sia i prezzi, non mi aggradano in alcun modo. Sulla mia via su per la collina m’imbatto in questa bellissima dimora che, a prima vista, sembrerebbe abbandonata. Tutto ciò viene confermato ma un attimo più tardi, dopo aver guardato attraverso la vetrata di una finestra, noto centimetri di polvere sopra alcuni libri.

Poco distante dal porticato c’è una piccola cappella. Il suo interno vuoto fa presagire un non so chè di mistico e surreale. Al suo esterno invece seguono delle colonne in stile ionico che conducono tutto attorno al perimetro della casa.

Le seguo, salendo delle scale passando davanti ad alcune finestre, chiuse da inferriate e stracci di giornale per tappare i buchi nel vetro. In una di esse intravedo uno spazio più grande che si estende da una sbarra all’altra. Mi immedesimo in un contorsionista, lasciando prima passare la mia testolina e poi il mio busto ben formato (scherzo eh). Sto per entrare quando ripenso allo zaino e alla possibilità che qualcuno nel frattempo possa passare da queste parti. Dopo queste paranoie alquanto reali mi faccio piccolo, e mi lascio scivolare all’indietro.

Con un piccolo balzo atterro nell’erba e per poco non rischio di cadere con un piede nel solco che separa il giardino dalla casa. Mi voglio accertare che non ci siano altrettante aperture nelle finestre vicine e così perlustro la dimora da cima a fondo. Purtroppo niente. L’unica possibilità datami è quella di scattare qualche foto attraverso lo spazio delle due sbarre oppure a ridosso della finestra.

Esco un po’ deluso ma anche entusiasta per aver trovato il mio secondo posto abbandonato in Croazia, dopo anni di visite a questo paese.

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