Aspettando L’Assedio

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Difendersi da chi signore? Lasciamo spazio a chi voglia entrare. Gli unici di cui dobbiamo aver timore siamo noi stessi..

Posizione

La batteria di bunker abbandonati si trova a Durrës, Albania. Sulla strada che dal centro porta al Golem, li troverete alla vostra sinistra dove si innalzano alcuni blocchi di roccia. Per raggiungere l’entrata dovrete prendere la strada a sinistra prima che inizino i binari del treno.

Storia

I bunker sono stati costruiti durante il regime comunista di Enver Hoxha (1960-1980). Nel 1983 si contava un totale di 173.371 bunker in tutto il paese. Il programma di “bunkerizzazione” ideato da Hoxha aveva lo scopo di costruire dei bunker in ogni angolo della Repubblica Popolare Socialista d’Albania. Sono stati costruiti in ogni luogo possibile, spaziando da spiagge e montagne, dai vigneti ai pascoli, dai villaggi alle città e perfino su uno dei prati del miglior hotel dell’Albania. Non furono mai usati per il loro scopo durante gli anni in cui governava Hoxha. Il costo dovuto alla loro costruzione è stato solo una perdita di risorse, allontanando l’Albania da esigenze più urgenti come ad esempio la carenza di abitazioni e di infrastrutture adeguate.

I bunker furono abbandonati in seguito al crollo del comunismo nel 1990. Molti di loro ora sono abbandonati, anche se alcuni sono stati riutilizzati per diversi scopi tra cui alloggi residenziali, bar, magazzini e rifugi per animali o senzatetto.

Descrizione

In realtà i bunker che abbiamo visitato sono solo una serie di cunicoli che portano a camere più o meno spaziose. Ai lati del percorso ci sono svariate stanze, tutte completamente vuote se non fosse per alcuni rimasugli di cibo, spazzatura e bivacchi utilizzati dai senzatetto.

Il terreno è umido e fangoso e l’umidità che fa condensa sulla roccia ci cade sulla nuca con gocce gelide. Tic, tic, tic…questo è il rumore che si sente se si sta in silenzio. Bisogna fare attenzione alla roccia, nuda e cruda, poiché spesso si scivola su di essa. Io, furbo vero?, indosso delle vecchie ciabatte, con una suola che assomiglia più a una “buccia di banana”.

Attraverso dei cunicoli raggiungiamo una rampa di scale che a prima vista sembra non aver fine.

In realtà dopo 4 minuti facciamo l’ultimo scalino che ci porta a un altro corridoio. Lo percorriamo tutto per giungere al nostro primo bunker. Una camera vuota con solo una piccola apertura che lasciava all’artiglieria lo spazio per sparare.

Da qui ritorniamo ai nostri passi per vagare nei tunnel bui tra la roccia, incuranti dei pipistrelli che svolazzano sopra le nostre teste. A bloccarci il passaggio dentro una stanza vi è la carcassa di un cane in putrefazione. Giriamo l’angolo ed ecco l’uscita. Appena fuori, una scritta in rosso su colonne bianche inneggia a Enver Hoxha.

Partiamo al tramonto alla ricerca di un nuovo posto abbandonato, abbiamo appena il tempo per la cena.

 

SULLA MAPPA:

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