Le catacombe di Parigi – Entrata illegale

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Parigi, la capitale dell’amore, almeno in superficie…

Introduzione

L’ingresso alle catacombe è limitato. La parte aperta al pubblico è solo una piccola parte di una vasta rete di gallerie che si estende per circa 280 chilometri. Il sistema di gallerie è complesso, e anche se alcune gallerie hanno delle targhe che indicano il nome della strada soprastante, è facile perdersi. Alcuni passaggi sono bassi o stretti, mentre altri sono parzialmente allagati. Ci sono cavi telefonici, tubi e altri impedimenti che possono ostacolare l’avanzamento, e occasionalmente si verificano dei crolli, anche se rari. Una buona guida è indispensabile, e molti fanno occasionalmente riferimento a una mappa. A causa di questi pericoli, l’accesso alle catacombe senza scorta ufficiale è illegale dal 2 novembre 1955. C’è una multa di 60 euro per le persone catturate dall’E.R.I.C. – la polizia speciale che pattuglia le miniere (colloquialmente note come “cataflics”).

La polizia arresta fino a 100 cataphiles a settimana, in un gioco che quasi ricorda nascondino.

Esistono ingressi segreti in tutta Parigi, e talvolta è possibile entrare nelle catacombe attraverso le fogne, la metropolitana e alcuni tombini.

Alcuni visitatori non ufficiali detengono le chiavi di alcuni ingressi ufficiali. In rare occasioni le persone usano questi punti di accesso e entrano illegalmente nelle catacombe – per esempio, per incontrarsi clandestinamente, per organizzare feste, o semplicemente come esploratori urbani.

Nel settembre 2004 la polizia francese ha scoperto un cinema sotterraneo gestito da les UX – un movimento artistico francese che cerca di trasmettere le proprie idee utilizzando luoghi sotterranei.

I catafili spesso scendono per un giorno, una notte, o anche una settimana per esplorare, fotografare, dipingere murales, creare mappe, pulire le stanze, e scavare chatières (tunnel molto stretti, che si possono attraversare solo strisciando).

Cataphiles, custodi dell’ordine

Perchè la polizia non rinforza la legge? La risposta è semplice. La polizia del sottosuolo entra nelle catacombe solo 3 volte alla settimana, e deve vagabondare per 300 km di tunnel. Una missione alquanto ardua, e i cataphiles possono dare un aiuto.

I cataphiles sono i custodi e si prendono cura dei sotterranei.

Chiamano la polizia per avvertire che andranno a pulire intere aree, e se vedono delle zone che stanno per collassare, chiamano gli ispettori. I cataphile si preoccupano anche di chiunque sia estraneo a questa realtà, e che inconsapevolmente capita all’interno di questo mondo sotterraneo. Se trovano qualche ragazzino in cerca di avventure, o chiunque si sia perso nei labirinti sotterranei, si preoccupano di riportarlo in superficie così da evitare possibili disgrazie ed eventi spiacevoli.

Dall’altro lato della medaglia, alcuni cataphile si lasciano andare ad azioni e atti vandalici.

Alle volte riescono ad entrare nell’area del museo, e divertirsi quanto vogliono senza pagare il biglietto. Scavando la roccia e tagliando le sbarre di ferro e sostituendole con delle finte, sono riusciti per mesi ad entrare nella parte ufficiale del museo senza che nessuno lo sapesse.

Cata-Halloween

Il 31 di Ottobre organizzano il famoso Cata-Halloween party. Nei sotterranei si riuniscono dalle 300 a 400 persone le quali hanno bisogno di elettricità per alimentare stereo e altri apparecchi elettronici, e quindi spesso si aggrappano alla luce locale.

Nel 2002, in una stazione della metro nel 16esimo distretto, la gente cominciò a lamentarsi perché la luce appariva e scompariva. La polizia decise di indagare e ripercorrendo il percorso dell’elettricità finirono nelle catacombe. All’inizio si sorpresero perché trovarono un telefono in uno dei corridoi, e a un certo piano-bar equipaggiato di casse, televisori, video proiettore e quant’altro. Il pannello dell’elettricità si alimentava a spese della rete elettrica del comune e della stazione della metro. La polizia decise di ritornare il giorno con un’intera squadra per sgomberare tutto.

I cataphiles avevano delle telecamere che sorvegliavano l’area, ed accorgendosi di ciò, corsero per ripulire e recuperare gli apparecchi elettronici e vari oggetti. Giorni dopo, quando la polizia ritornò, trovò solo che un biglietto con scritto “Ne cherchez pas” , ovvero “Non ci troverete mai”.

I cataphile responsabili di tutto ciò sono un gruppo specializzato, gli Urban Experiment Group (UX). Sono a capo della società sotterranea di artisti, che organizzano permformance artistiche, installazioni e riunioni.

 

Le piscine segrete

Esistono Cataphile che si fanno chiamare “Plongeur”, ovvero subacqueo. Le gallerie centenarie, spesso allagate e dimenticate, sono un parco giochi acquatico per molti di loro.

Se volete farvi un’idea potete dare un’occhiata a questo video: https://vimeo.com/128245532

Teschi di gatto

Sordida realtà o fantasia morbosa, la storia dei teschi di gatto nelle catacombe è agghiacciante. È il libro di Emile Gerards, Paris Souterrain, che rivela una sconcertante scoperta del 1896: centinaia di teschi di gatto ricoprono il suolo di cave sotterranee. Due naturalisti si rendono conto che c’è un pozzo comune tra le catacombe e il cortile di un ristorante dell’epoca, famoso per i suoi gibelotti di coniglio. Gli specialisti spiegano che la carne di gatto avrebbe il sapore della carne di coniglio. “Potete immaginare un ristoratore che senza scrupoli cucina i gatti del quartiere spacciandoli per conigli e poi getti le loro le teste sottoterra al fine di nascondere le sue malefatte!? “concludono.

Il cinema sotterraneo

È sotto il Trocadero, 18 metri sottoterra, che nel 2004 è stato scoperto un cinema clandestino di 400 m², accompagnato da una sala da pranzo in stile psichedelico. Si è scoperto che una quindicina di persone, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, che si facevano chiamare “La Mexicaine de Perforation”, organizzavano delle proiezioni private nelle catacombe vietate di Parigi. Il programma del festival del Trocadero comprendeva “Ghost in the Shell”, David Lynch e Bertrand Blier. Lazar Kunstmann, uno dei membri del gruppo, esce dall’ombra e racconta le sue esplorazioni nel suo libro “La culture en clandestins” del 2009. La sua banda ha anche iniziato il restauro clandestino dell’orologio del Pantheon nel 2006.

 

La Salle Z

Famosa negli anni ’80 per le serate che vi venivano organizzate, la sala Z è uno dei luoghi preferiti dai cataphiles. Alcuni dicono che prende il nome da un vecchio gruppo di estrema destra chiamato “La Cagoule”, che si riuniva in questo seminterrato negli anni ’30 del secolo scorso. Altri direbbero che è dovuto alla sua posizione geografica, poiché si trova nelle cave più a sud della rete. Con un’altezza del soffitto di quasi 4 metri e ampie volte sorrette da pilastri massicci, questo luogo popolare per i catafili è stato abbandonato nel corso del tempo in quanto è diventato più complicato l’accesso. Si dice anche che fosse un ex bunker della seconda guerra mondiale, con iscrizioni in tedesco ancora visibili. Ci sono impianti elettrici arrugginiti e bagni chimici”, spiega l’esperto Gilles Thomas.

 

I primi rifugi antiatomici furono costruiti nei sotterranei della capitale già nel 1934. Situate al livello delle cave, a circa 20 metri sottoterra, sono oggi spesso abbandonate.

Per esempio, i sotterranei del Lycée Montaigne (6° arrondissement), il quartier generale della Luftwaffe durante la guerra, nasconde un bunker requisito dalle forze di occupazione tedesche nel 1942.

La Plage

È uno dei luoghi mistici delle catacombe proibite. “La Plage” è un’ex fabbrica di birra nel seminterrato del 14° arrondissement. Alcuni scantinati erano utilizzati come aree di produzione e tracce di calce o vernice nera lo dimostrano ancora oggi. Secondo Gilles Thomas, il birrificio (dopo la sua chiusura) è stato iniettato con la sabbia. Ecco perché oggi il pavimento di questa cava è coperto di sabbia e perché si chiama “Plage” (Spiaggia). Su una parete della sala, un imponente affresco che imita la famosa onda del pittore Hokusai, è stato disegnato negli anni ’80 da Dan, membro del gruppo catafiliaco “The Rats”. L’affresco viene regolarmente pulito e restaurato.

La salle du château

Fiabesca, la sala del castello è un’alcova dove gli artisti hanno scolpito, negli anni 2000, un piccolo castello di un metro di altezza e panchine scolpite in pietra.

La salle du château

Gilles Thomas racconta che la casa di produzione di ‘Bachelor’, un reality show televisivo in cui un ricco scapolo incontra dei pretendenti, lo ha contattato per chiedergli un consiglio:

“Volevano girare una sequenza, la “Cerimonia della rosa”, nella sala del castello. Il problema era che non si erano resi conto che il soffitto non era alto più di 1,50 metri!

Il rituale dell’ “Ecole des Mines”

L’Ecole des Mines, vicino ai Giardini di Lussemburgo, ha originariamente formato l’élite di ingegneri civili per le “Mines de Paris”. Gli studenti sono stati iniziati alla mappatura del sottosuolo della cave parigine. Fino agli anni Sessanta la scuola aveva persino l’accesso diretto alle cave.

“Gli studenti si riunivano ogni anno per un battesimo rituale e la realizzazione di un affresco nella Galerie des Promotions”, racconta Gilles Thomas.

I dipinti realizzati prima degli anni Ottanta sono stati cancellati, ma le pareti di questo grande corridoio sono ancora coperte di affreschi.

La “Gestapo des ondes”

All’inizio degli anni Ottanta, un gruppo di studenti catafiliaci di Assas ha preso il soprannome di “La Gestapo delle onde radio”. Circolavano voci che gruppi estremisti di destra si nascondevano nei bassifondi della città. Le iscrizioni al livello della strada di Assas menzionano la loro rivalità con altri gruppi informali, come “I Ratti”.

“In realtà, non erano affatto attivisti neonazisti come si potrebbe pensare. Sono stati tra i primi gruppi che hanno iniziato a disegnare dipinti nelle gallerie”, dice Thomas.

Nel 1990, un rapporto TF1 ha trasmesso immagini di shock filmate nelle cave. Cerimonie occulte, una banda di skinhead brawlers, il programma “52 sur la Une” ha voluto mostrare il lato oscuro dei sotterranei della capitale.

Dopo un saluto nazista, un gruppo di skinheads, “la Sécuritaté”, si vanta di derubare chi incrocia il loro cammino. In un’altra scena, una banda di teppisti fascisti canta una canzone nazista e si vanta di dare la caccia ai comunisti nella clandestinità. Il rapporto mostra anche cerimonie rituali a lume di candela e finte messe nere morbose.

In realtà quest’ultima sequenza è stata falsificata e riprodotta da comparse, come rivela un articolo su “Libération”. Quale credito, quindi, deve essere dato alla notizia del rapporto? Le leggende urbane intorno alle catacombe sono spesso alimentate dalle fantasie che questo spazio chiuso, buio e non accogliente può suscitare.

 

“I neofiti sono incuriositi dalle attività dei catafili e pensano che siano inevitabilmente in corso attività sotterranee, illecite o sospette. Ma non esistono più orge, messe nere o attività voodoo nelle cave di quanto non ce ne sia in superficie”, dice Gilles Thomas.

Philibert Aspairt

Philibert Aspairt è stato un portinaio francese dell’ospedale di Val-de-Grâce, durante il periodo della Rivoluzione francese. Morì nelle catacombe di Parigi dopo esservi entrato con una scala posta nel cortile dell’ospedale stesso. I motivi di tale gesto sono probabilmente dovuti al fatto che era venuto a conoscenza che dentro alle cave era nascosto dell’alcol e lui se ne voleva appropriare .

La sua morte fu dovuta a due grandi errori: s’intrufolò nelle vecchie cave senza una mappa e portò solo una lampada che poi accidentalmente ruppe a metà strada.

Si ritrovò nel completo buio, dove gli unici rumori che poteva sentire appartenevano al suo battito del cuore e l’eco che producevano i suoi passi.

Il suo cadavere fu ritrovato soltanto 11 undici anni dopo, nel 1804, a soli 200 metri dall’uscita. Philibert era oramai impazzito e troppo stanco per percepire l’aria che soffiava dall’uscita, e i pippistrelli che volavano vicino.

Il cadavere fu tumulato nel luogo del suo ritrovamento, prima che potesse essere fatta una perizia per accertarne le cause del decesso. Fu riconosciuto grazie alle chiavi dell’ospedale appese alla cintura che indossava.

Sulla lapide della sua tomba giace la seguente iscrizione:

IN MEMORIA DI PHILIBERT ASPAIRT, DISPERSO IN QUESTI CUNICOLI IL 3 NOVEMBRE 1793; RITROVATO UNDICI ANNI DOPO E TUMULATO NELLO STESSO POSTO IL 30 APRILE 1804.

Ogni qualvolta i cataphile passano davanti alla sua tomba lasciano una candela per illuminare la sua tomba, chiedono protezione per le loro esplorazioni, versano dell’alcol perché il povero Philibert è morto sobrio e fanno delle feste annuali in suo onore.

Avvertenze di una guida esperta

Per le catacombe, cerco di non portare i parigini, perché hanno la tendenza di ritornare nella catacombe senza la mia guida facendosi così del male o danneggiando il luogo.

Le catacombe sono un luogo fragile, ma spesso vengono danneggiate da persone che pensano solo che sia bello stare sottoterra, ma non ne apprezzano la bellezza reale.

Quindi è responsabilità di ogni cataphile di fare in modo che si fidi delle persone che porta con sé.

L’altra responsabilità è quella di avvertire le persone e far sapere loro a cosa saranno esposte, ovvero:

  • È un ambiente molto umido, con un temperatura costante di 12°c.
  • Bisogna vestirsi di conseguenza, ma mai portare qualcosa di troppo ingombrante, perché poi si deve portarlo appresso per tutta la durata dell’esplorazione.
  • È meglio avere uno zaino per tenere le mani libere e una torcia per la testa. Per quanto riguarda la luce, è meglio portarne più di una se succede qualcosa, batterie extra e qualche candela per quando ci sarà una pausa.
  • Si dovrà strisciare attraverso zone strette e si uscirà molto sporchi. Inevitabile sarà passare attraverso dell’acqua. Circa a metà strada. Detto ciò, ci si dovrà munire di qualcosa che si asciughi velocemente, o ancora meglio di stivali da pesca che coprano interamente le gambe.
  • Il soffitto in certi punti può essere molto basso, quindi è buona cosa avere un cappello o un cappuccio per evitare di sbattere la testa (è uno dei pericoli maggiori).

Non ha senso esplorare le catacombe per meno di 5 ore, e solitamente si rimane un minimo 8-9 ore. Sembra molto tempo, ma c’è tanto da vedere. La gente sottoterra è particolare, ed le catacombe sono un ambiente talmente insolito che si perde la cognizione del tempo.

Le uscite come le entrate per la catacombe non sono molte, e bisogna conoscerne l’esatta locazione e capire dove ci si trova e quanto distanti si è da esse quandunque si voglia abbandonare l’esplorazione.

Esiste il rischio di essere scoperti dalla polizia. In questo caso si dovrà pagare 60 euro a testa, che potrebbero diventare 125 euro se mai si venisse catturati in una determinata zona.

Inoltre c’è il pericolo di contrarre la leptospirosi. È molto insolito, ma può succedere. Quindi bisognerà fare un controllo 21 giorni dopo essere scesi nelle catacombe. Se capiterà di avere un po’ di febbre, si dovrà andare direttamente all’ospedale e comunicare ai medici che si è stati esposti a un ambiente in cui si può contrarre la leptospirosi.

È meglio essere un piccolo gruppo per cominciare, per essere più veloce ed esplorare il più possibile.

Pensate alla visita come a un’escursione sotterranea con qualche ostacolo e qualche pausa per riprendere fiato, rilassarvi, mangiare, bere, socializzare con altre persone, raccontare storie, giocare e ovviamente esplorare. Bisogna pensare come una squadra, e ogni partecipante dovrà sentirsi a proprio agio.

*Se volete informazione aggiuntive, o resoconti di qualche esplorazione, potete visitare questo sito in francese: http://vincentdetarle.free.fr/catho/catacombes.html

Per ulteriori informazioni riguardo alla storia delle catacombe, e altri suoi segreti, potete dare un’occhiata all’articolo prima di questo https://abandonedme.com/2020/04/05/the-catacombs-of-paris-museum/

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